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Una nuova Associazione Internazionale dei Lavoratori?

category internazionale | lotte sindacali | altra stampa libertaria author Saturday November 12, 2016 17:04author by CIB Unicobas Bari Report this post to the editors

Alcune considerazioni sulla proposta di una “nuova AIT” avanzata da CNT-E, FAU e USI-Prato Carnico

Alla luce della convocazione di un “congresso di rifondazione della A.I.T.” proposta dalla C.N.T.-E, dalla F.A.U.-Germania e dell'U.S.I.-Prato Carnico-Italia (scissionista), ci siamo sentiti in dovere di esprimere alcune considerazioni in merito e di riproporre la nostra testimonianza risalente al 20° Congresso dell'A.I.T. tenutosi a Madrid nel Dicembre 1996.
Le ragioni per cui ci esprimiamo e riproponiamo questo documento si riallacciano alle motivazioni con le quali le tre sigle sindacali propongono questo congresso.

Una nuova Associazione Internazionale dei Lavoratori?
Proposta da C.N.T.-E, F.A.U. e U.S.I.-Prato Carnico!?


Nella premessa del suo documento “Gli anarchici e l'azione sindacale nel secondo dopoguerra” (Genova, Settembre 2007), Guido Barroero scriveva: “C'è mai stata tra gli anarchici una sostanziale unità strategica e organizzativa nell'azione sindacale per periodi significativi? La risposta è no, non c'è mai stata, nemmeno ai mitici "tempi d'oro" della prima Unione Sindacale. Tanto meno c'è oggi, né, probabilmente si realizzerà in un futuro prossimo.”
A 9 anni da quell’amara constatazione, noi pensiamo che qualsiasi rinnovato tentativo di ricomposizione dell’anarco-sindacalismo e del sindacalismo rivoluzionario sia giusto e meritevole di attenzione, purché si faccia tesoro dei fallimenti del passato e si ritrovi finalmente l’onestà di riconoscere pubblicamente gli errori commessi. Pena un nuovo inevitabile e imperdonabile fallimento in una fase storica, come quella attuale, dove è stridente l’assenza di una forte influenza delle idee e delle proposte libertarie, alternative e antagoniste a un mondo sempre più segnato dalle conseguenze catastrofiche della decadenza da fine impero del capitalismo famelico.

Pertanto, alla luce della convocazione di un “congresso di rifondazione della A.I.T.” proposta dalla C.N.T.-E, dalla F.A.U.-Germania e dell'U.S.I.-Prato Carnico (scissionista), ci siamo sentiti in dovere di esprimere alcune considerazioni in merito e di riproporre la nostra testimonianza risalente al 20° Congresso dell'A.I.T. tenutosi a Madrid nel Dicembre 1996. Le ragioni per cui ci esprimiamo e riproponiamo questo documento si riallacciano alle motivazioni con le quali le tre sigle sindacali propongono questo congresso. La lettera aperta della C.N.T.-E afferma che la nuova A.I.T. dovrà esprimere un carattere “attivo ed inclusivo” ed essere coinvolta attivamente nelle lotte di lavoratori e lavoratrici al fine di “ottenere conquiste sociali”. Si afferma che questa nuova internazionale “dovrà limitarsi a riconoscere i principi generali espressi dagli aspetti comuni delle sezioni partecipanti, indipendentemente dalle proprie storie, tradizioni e situazioni socio-economiche particolari”. Le caratteristiche principali, ad ogni modo, dovranno essere che tale organizzazione sia “anarco-sindacalista o sindacalista rivoluzionaria” e in ogni caso “non verticistica”. Ciò che salta all'occhio è l'ammissione, da parte della C.N.T.-E., del fatto che “dobbiamo ammettere che, a dispetto dei nostri sforzi, oggi la A.I.T. si è allontanata dalle sue pratiche e dai suoi principi, e piuttosto che concentrarsi sull'attività sindacale, è diventata un'organizzazione burocratica, dogmatica e settaria”.
Ammesso e non concesso che oggi l’A.I.T. sia diventata tutto questo, ci chiediamo chi sarebbero i responsabili di questa degenerazione?

Alla luce di questo, riprendiamo i contenuti dell'intervento della delegazione dell'U.S.I. al 20° Congresso di Madrid (*riportato integralmente alla fine di questo documento e pubblicato il 14 dicembre 1996 su A-Infos - http://www.ainfos.ca/A-Infos96/8/0303.html). In quell'occasione, la C.N.T.-F. (33, rue des Vignoles, Paris) fu esclusa dall'organizzazione e l’U.S.I. abbandonò il Congresso in segno di protesta e lasciando i suoi tesserini di accreditamento sul tavolo della presidenza. Nell'intervento, oltre a denunciare le motivazioni e il metodo con cui la C.N.T-F. fu esclusa, l’U.S.I. fece una serie di considerazioni affermando proprio le cose che i 'rifondatori' affermano oggi. Sembra che però C.N.T.-E., F.A.U. e U.S.I.-Prato Carnico non abbiano memoria di quello che è successo e si è detto all'epoca.
Nel 1996, l'U.S.I. già ricordava e rivendicava l'identità ‘ampia’ dell'A.I.T., e che l'A.I.T. “è la storia del Sindacalismo Rivoluzionario, non solo dell'Anarco-Sindacalismo”. “I fondatori dell'A.I.T..”, prosegue l'intervento, “usarono il termine Sindacalismo Rivoluzionario perché si riferivano a tutti i lavoratori sulla base della loro comune condizione: lo sfruttamento.
Cosa affermano oggi i 'rifondatori'? Che la nuova internazionale dovrà essere “anarco-sindacalista o sindacalista rivoluzionaria”.
L'U.S.I. denunciava che l’A.I.T. stava prendendo una piega “integralista anarchica” e che era “necessario ricominciare a costruire un nuovo movimento dei lavoratori internazionale e
anticapitalistico, fra i lavoratori sfruttati, fra i bambini sfruttati, fra la gente che non ha da mangiare, fra le persone senza diritti. Non solo fra gli anarchici”. Per l'U.S.I. “la propaganda
sindacalista rivoluzionaria e le lotte per i diritti di base degli sfruttati” erano “entrambe necessarie” e non “in contrasto fra di loro”. Oggi si parla della necessità di un'A.I.T. “attiva ed inclusiva”, impegnata anche nell' “ottenere conquiste sociali” di base e si denuncia la deriva “dogmatica e settaria” che oggi, per ammissione della C.N.T.-E., ha allontanato la A.I.T. “dalle sue pratiche e dai suoi principi (...) piuttosto che concentrarsi sull'attività sindacale”.
La C.N.T.-E. parla di una deriva “burocratica”, che è il predominio delle strutture di potere 'ufficiale' a scapito della base vivente e agente di un'organizzazione, delle sue regole. E cos'è successo, 20 anni fa? Che durante il 20° Congresso, senza alcuna discussione tenutasi nei termini del Capitolo 5 dello Statuto dell'A.I.T., la C.N.T.-F. fu condannata ed esclusa mentre anche all’U.S.I. venivano mosse accuse gravissime. Cosa diceva lo Statuto? Che per risolvere le controversie interne all'organizzazione si convocassero organi paritari e che deliberassero all'unanimità delle conclusioni. Tuttavia pare che invece gli uffici abbiamo scavalcato le regole stesse del loro funzionamento. L'U.S.I. chiedeva alla Segreteria che essa rispettasse “i principi e lo Statuto dell'A.I.T.”. Cosa che non fu fatta. Se non è “deriva burocratica” questa, già allora. E per opera di chi? Chi sostenne quell'esclusione, e quelle pratiche? La C.N.T.-E., tra gli altri. Appoggiata apertamente dalla Federazione Anarchica Italiana (quella stessa FAI che già dalla sua ricostituzione nel 1945, aveva sempre contrastato la rinascita dell’U.S.I.), presente a quel congresso con suoi militanti, chiamati ad aderire in fretta e furia alle file dell’USI-Prato Carnico, e col suo rappresentante nel I.F.A..

Tuttavia, perfino le ragioni dell'esclusione della sezione francese e italiana si riallacciano alle ragioni sposate oggi dai rifondatori dell'A.I.T. Essi, nella lettera aperta della C.N.T.-E. sottolineano che la nuova A.I.T. “dovrà limitarsi a riconoscere i principi generali espressi dagli aspetti comuni delle sezioni partecipanti, indipendentemente dalle proprie storie, tradizioni e situazioni socio-economiche particolari”. Questo fa presupporre che, al di là dei principi fondamentali da essi espressi, le singole organizzazioni aderenti all’A.I.T. godano o debbano godere di una larga autonomia nei loro contesti d'azione, fintanto che rispettino i principi di non verticalità e di tenersi fuori “da progetti elettorali, che siano di partiti politici o di candidati individuali”. La C.N.T.-F. fu espulsa perché accusata di partecipare alle elezioni delle rappresentanze aziendali (così come faceva e fa ancora oggi l’USI Sanità), l'U.S.I. per essersi presuntamente alleata con un sindacato definito fascista dai calunniatori dell'U.S.I.-Prato Carnico. Accuse pretestuose, infondate o mai provate secondo le procedure stabilite.
Su quale base furono ‘anarchicamente processate’ quelle sezioni? Per il tipo di lavoro che svolgevano in piena autonomia aderendo ai principi dell'A.I.T.? Ma anche nel caso in cui ci fossero dubbi o 'colpe' nel loro operato, rimane il problema del metodo con cui furono discusse queste accuse e che ha portato all'esclusione. È il problema che si riallaccia alla questione del 'burocratismo', al dominio degli uffici, che per una presunta 'buona ragione’ ritennero di dover scavalcare qualsiasi prassi libertaria. Non una prassi libertaria 'astratta', ma quella definita dallo stesso Statuto dell'A.I.T., che la Segreteria di allora era chiamata a sorvegliare e far rispettare. In realtà, che tutti gli aderenti erano chiamati a far rispettare. Quanto sono 'vere', quindi, le conclusioni odierne di C.N.T.-E., F.A.U. e U.S.I.-Prato Carnico. Col piccolo particolare che negli ultimi vent'anni, l’A.I.T. è rimasta anche nelle loro mani, e che quel burocratismo da loro fu esercitato. Alla luce di queste conclusioni, però, gli esclusi di allora dovrebbero per lo meno essere riabilitati, se non addirittura considerati 'profetici' relativi a quanto è poi accaduto nell'A.I.T..

Sono passati 20 anni. Può essere, anzi è quasi certo, che molti di quelli che erano nell’A.I.T. nel 1996 oggi non ci siano più, o non ne facciano più parte. È giusto rinfacciare a chi oggi fa parte della C.N.T.-E., della F.A.U., dell'U.S.I.-Prato Carnico le scelte di 20 anni fa?
Quando si è (o ci si ritiene) continuatori di una storia, ci si fa portatori della memoria. Una memoria che deve essere completa e imparziale. Non troviamo da nessuna parte, nella lettera aperta della C.N.T.-E. memoria di ciò che è successo ed è stato detto dagli altri protagonisti di quel momento. Guarda caso, alcune delle conclusioni espresse 20 anni fa dall'U.S.I. le ritroviamo nelle conclusioni di C.N.T.-E., F.A.U. e U.S.I.-Prato Carnico. Ci sarebbe solo da stringersi la mano.
Ma non è così. Nel momento in cui la memoria resta seppellita, nel momento in cui queste nuove (nuove?) considerazioni e indicazioni non portano ad una revisione di quanto è accaduto, non può esserci condivisione.

Non è politicamente e storicamente credibile chi oggi dice le stesse cose che sono state dette 20 anni fa da chi da loro fu espulso, autoritariamente espulso per gli stessi motivi che si denunciavano ieri come oggi.
La C.N.T.-E., la F.A.U., l'U.S.I.-Prato Carnico sono stati nell'A.I.T. dal Dicembre 1996 fino ad oggi. Magari non è solo colpa loro se oggi la A.I.T. è diventata qualcosa di diverso. Ma chi sono loro per fare una proposta, senza illustrare a tutto il movimento anarchico tutti i fatti? Sono mai stati pubblicati gli atti di quel congresso? Chi sono loro per rilanciare un'organizzazione che si è involuta (e a loro dire anche decomposta) in realtà anche sotto la loro gestione, sotto la direzione che anche loro gli hanno dato negli anni? Forse, alcuni degli attori di questo declino pretendono di essere i rinnovatori. Tra l'altro, lo fanno nuovamente violando lo Statuto dell'A.I.T., convocando un congresso scissionista senza provare a risolvere divergenze e controversie in seno agli organi preposti. Evidentemente, oggi come allora, si ha paura del confronto e conviene crearsi una platea totalmente nuova: la loro 'nuova' A.I.T. assomiglia a quella del 1996. Dentro ci sta solo chi vogliono loro.
Oggi, da anarchici e da libertari, ci si sarebbe aspettati un gesto di buona fede di fronte a questa presa di coscienza di cos'è diventata l'A.I.T. Non ci si aspetta tanto delle 'scuse', che non cambiano nulla, ma la presa d'atto che quanto detto allora dall'U.S.I. e da quanti le erano accanto si è dimostrato fondato. Perché, se le conclusioni sono le stesse, significa che abbiamo perso 20 anni di tempo, che gli esclusi sono stati esclusi inutilmente, le loro idee ignorate con grande danno per l'organizzazione e l'azione libertaria e anarco-sindacalista. È forse questo, il problema? Ammettere di aver sbagliato? Che allora si agì autoritariamente, in mala fede?
Di certo in mala fede, visto che non se ne parla, si cancella, si tiene nascosto ciò che è stato.
Ci rimettiamo quindi a ciò che dice la lettera aperta della C.N.T.-E. La prendiamo, avendo dimostrato le numerose coincidenze o convergenze di pensiero, come una prova che parla da sé: chi quelle cose le ha fatte, le ha incarnate 20 anni fa, oggi le denuncia, come se nulla fosse. Su questo, compagni e compagne, non c'è altro da aggiungere.

In ricordo di Alessandra, Cettina, Marcello e Marco
Compagne e Compagni dell’USI
Che non ci sono più

Giuseppe Gerardo Carbonara - Bari (Italia)
Robin Libero Carbonara - Bari
Pasquale Cataldo – Montebelluna (TV) (Italia)
Presenti al 20° Congresso AIT a Madrid

e Nicola Laucelli - Bari

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*(it) USI-IWA (ROMA) - SUL XX CONGRESSO AIT DI MADRID
snd (snd@ecn.org)
Mon, 16 Dec 1996 14:11:55 +0100 (MET)
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• Previous message: A.P.: "(deu) italien 13/12/96"

From: Unione Sindacale Italiana
Subject: USI-IWA (ROMA) - SUL XX CONGRESSO AIT DI MADRID
Date: Sat, 14 Dec 1996 15:44:32 +0100

A TUTTE LE SEZIONI DELL'AIT
Per conoscenza a tutto il movimento anticapitalista mondiale di
opposizione politica e sindacale.

COMUNICATO DI PROTESTA E DI CONTESTAZIONE DELLE DECISIONI DEL XX CONGRESSO
DELL'AIT TENUTOSI A MADRID IL 6-7-8 DICEMBRE 1996.

Con questa comunicazione trasmessa a tutte le sezioni AIT del mondo via
internet e via fax impugniamo le decisioni adottate dal XX Congresso di
Madrid per i metodi stalinisti adoperati per dividere l'AIT ed espellere le
sezioni piu' numerose, oltreché attive nelle lotte, decisioni prese in
contrasto con lo Statuto dell'AIT, in modo specifico per la violazione del
Capitolo V di detto Statuto - Condizioni di adesione, comma a) - secondo
paragrafo, comma c) - secondo paragrafo e comma e).
Impugniamo il metodo di votazione impiegato che ha consentito
l'"espulsione" della sezione di Parigi della CNT, dopo l'abbandono per
protesta del Congresso da parte della delegazione dell'USI, col solo voto
favorevole di due sezioni, NSF Norvegia e CNT Spagna (non potendosi
considerare valido il voto dell'USI Prato Carnico che non rappresenta una
sezione) e con l'astensione o la non partecipazione al voto della WSA-USA,
FAU-Germania, SF-Inghilterra, FORA-Argentina. La decisione minoritaria, in
quanto gli astenuti devono essere considerati voti contrari sia al merito
che al metodo, e' stata imposta dalla segreteria dell'AIT e dalla CNT-E e
non rispecchia un accordo unanime, secondo la metodologia libertaria, preso
da tutte le sezioni presenti.
Protestiamo contro questa decisione autoritaria, preventivamente concordata
con minoranze integraliste, in violazione del Capitolo V dello Statuto che
al comma a) - secondo paragrafo, che prevede una commissione formata da due
membri di ogni organizzazione interessata e dal segretariato dell'AIT, e
del comma c) - secondo paragrafo, che prevede l'accordo unanime di una
conferenza composta di due rappresentanti di ognuna delle organizzazioni,
sia di quella scissionista o esclusa che di quella aderente, e della
segreteria dell'AIT.
Nessuna Commissione o Conferenza è stata mai convocata dalla Segreteria
dell'AIT che per tale atto deve essere considerata anti statutaria,
anti libertaria e autoritaria.
Dopo la diffusione di questo comunicato chiederemo la ripetizione del XX
Congresso e la sospensione di tutte le sue decisioni a partire dal punto 8,
riservandoci una piu' ampia tutela di difesa con azioni successive.

Il Segretario Generale USI/AIT
Marcello Cardone

per la Commissione Relazioni Internazionali
Alessandra Sapunzachi
La delegazione USI/AIT al XX Congresso di Madrid

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Intervento dell'USI-IWA (Roma) sul punto 8 al XX Congresso dell'IWA
tenuto a Madrid, dal 6 all'8 Dicembre 1996, fatto da G. G. Carbonara.


Compagni, non farò uno show anarchico, perché' lo spettacolo è finito.
Niente più bandiere rosso-nere al vento, inni anarchici e rock'n'roll. No,
lo spettacolo adesso è davvero finito!
Vorrei sapere se qualcuno ha mai letto i principi e gli scopi dell'IWA.
Vorrei sapere se qualcuno conosce la storia della I Internazionale o
dell'IWA, a partire dalla sua fondazione a Berlino, nel 1922.
E' la stessa storia: la storia dei lavoratori antiautoritari in lotta
contro ogni forma di fascismo, anche contro il marxismo. Ma non e' solo
questo.
E' la storia delle bugie e delle calunnie che i marxisti hanno usato contro
gli Anarchici, la prima vera forma di stalinismo, pur di raggiungere il
potere.
Ma è, prima di tutto, la storia di tutti i lavoratori, senza aggettivi.
Non solo dei lavoratori anarchici.
E' la storia del Sindacalismo Rivoluzionario, non solo dell'Anarco-sindacalismo.
I fondatori dell'IWA usarono il termine "Sindacalismo Rivoluzionario"
perché' si riferivano a tutti i lavoratori sulla base della loro comune
condizione: lo sfruttamento.
State facendo la stessa cosa, oggi?
Oggi, contro quelle sezioni che cercano di ripristinare la vera
peculiarità dell'IWA, qualcuno sta facendo un processo stalinista, o un
processo autoritario e basta, fatto di menzogne e calunnie.
Abbiamo letto le relazioni di NSF, ASF e USI Prato Carnico, oltre agli
articoli "neutri" sul giornale della CNT spagnola. Tutti condannano l'USI
Roma e la CNT Parigi. Ma su quali basi? In base ad affermazioni
ideologiche, costruite su bugie e calunnie. La stessa prassi usata da
sempre dai Marxisti.
Care NSF o ASF (la ASF esiste?), dov’è il metodo libertario di ascoltare
le ragioni di entrambe le parti in causa? Cara NSF, dov’è l'articolo 5
dello Statuto dell'IWA? CNT-Spagnola, dov’è la verità? Forse la verità
è fatta solo da quello che preferite sentire? Dove sono i compagni con un
mondo diverso nei loro cuori?
Io, ufficialmente, in questo Congresso, chiedo che venga applicato
l'articolo 5. Chi non vuole? Chi è contro lo Statuto dell'IWA? Il
Segretariato dell'IWA deve rispettare i principi e lo Statuto dell'IWA,
cosa che non ha fatto prima per quel che riguarda questo punto.
Oggi qualcuno sta cercando di cancellare un pezzo di lotta di classe,
quella lotta di classe che la CNT Parigi e l'USI Roma fanno ogni giorno,
fra i lavoratori. Semplicemente lavoratori quali essi sono, in quanto
persone umane.
I lavoratori non sono una cassetta vergine su cui registrare, non hanno
bisogno di lavaggi del cervello.
Oggi, dopo la caduta del falso comunismo, davanti all'espansione a livello
mondiale del capitalismo e alla sua vittoria, e' necessario ricominciare a
costruire un nuovo movimento dei lavoratori internazionale e
anticapitalistico, fra i lavoratori sfruttati, fra i bambini sfruttati, fra
la gente che non ha da mangiare, fra le persone senza diritti. Non solo fra
gli anarchici. Suppongo che essi sappiano quello che devono fare. O no?
La storia ci ha insegnato che la via per la rivoluzione è lunga e
difficile. I compagni spagnoli lo sanno bene. E noi dobbiamo affrontare un
percorso nuovo e lungo, fatto soprattutto di consapevolezza politica della
gente, una consapevolezza, una coscienza, che certe volte cresce
rapidamente, ma che altre volte e' lenta. Noi pensiamo che la propaganda
sindacalista rivoluzionaria e le lotte per i diritti di base degli
sfruttati siano entrambe necessarie e non siano in contrasto fra di loro.
Oggi qualcuno sta tentando di cancellare un piccolo pezzo della storia dei
lavoratori, della nostra storia. Ma non ci riuscirà, perché' non si è
anarchici per quello che si appare, ma per quello che si ha in testa e nel
cuore, e soprattutto per quello che si fa.
Non abbiamo paura di stare fuori dall'IWA, perché' un processo anarchico
non riuscirà a cancellare la nostra condizione di sfruttati e noi,
lavoratori, siamo sfruttati non perché' siamo anarchici, ma solo perché'
siamo lavoratori.
Non abbiamo paura di stare fuori dall'IWA, perché' abbiamo molto lavoro da
fare fuori di qui, fra gli sfruttati, e siamo capaci di farlo.
Se l'IWA sta diventando un'organizzazione integralista, allora noi, da
soli, ne staremo fuori. Ma tutti sapranno che l'IWA è diventata
un'organizzazione integralista anarchica. Questo deve essere chiaro!
Abbiamo fatto un lungo viaggio, oltre 2500 km, per poter stare con tutti i
compagni dell'IWA in questi giorni, e' una splendida opportunità per stare
insieme, per accrescere la nostra forza, non per dividerci. Noi crediamo
fermamente in questo.
Qualcuno cerca di distruggere la caratteristica libertaria dell'IWA.
Attenti, compagni, qualcuno sta uccidendo l'IWA. Lunga vita all'IWA!

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UNIONE SINDACALE ITALIANA
Per una società senza classi
Per l'Autogestione sociale

author by Laure Akai - ZSP-lWApublication date Sat Nov 19, 2016 22:04Report this post to the editors

Forse dopo il congresso posso scrivere una risposta. Per ora, ecco un altro testo relativo.

http://cia.media.pl/why_do_we_need_a_third_international

 
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Employees at the Zarfati Garage in Mishur Adumim vote to strike on July 22, 2014. (Photo courtesy of Ma’an workers union)

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